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Le mura medievali della Città Vecchia di Rodi con bastioni in pietra alla luce del tardo pomeriggio
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Rodi: guida a Città Vecchia, Lindos e spiagge

📅 13 aprile 2026 ⏱️ 8 minuti di lettura ❤️ Kathy
Rodi è la maggiore isola del Dodecaneso e non entra in un’unica foto. Dentro le mura della Città Vecchia la storia è medievale ma vissuta: case abitate, botteghe, voci. Fuori si apre un’isola di spiagge, villaggi e siti archeologici — strade che chiedono tempo e un po’ di respiro.

Gli strati storici di Rodi

A Rodi leggi le epoche una sull’altra: l’antica Grecia con Lindos, Kamiros e il Colosso; i Cavalieri di San Giovanni dal 1309 al 1522; poi città ottomana, amministrazione italiana nel Novecento e, dopo la guerra, l’unione del Dodecaneso alla Grecia.

Il mosaico che ne esce è chiaro. Mura e Palazzo del Gran Maestro sono il linguaggio dei Cavalieri. Minareti e hamam raccontano la fase ottomana. I viali larghi della Città Nuova, palme ed edifici pubblici, arrivano dal periodo italiano.

Città Vecchia: sito UNESCO dal 1988

È uno dei maggiori centri medievali abitati d’Europa: circa 6.000 residenti vivono ancora entro le mura. Le fortificazioni corrono per quasi 4 km e sono in gran parte integre.

Il Palazzo del Gran Maestro non è rimasto com’era. Negli anni ’30 gli italiani lo ricostruirono in modo esteso e gli diedero un ruolo rappresentativo. Oggi è un museo. A terra noterai mosaici romani ed ellenistici trasferiti da altri siti. Per biglietti e orari, guarda gli aggiornamenti del Ministero della Cultura.

La Via dei Cavalieri è forse il fronte più “puro” del medioevo rodio. Negli edifici in pietra stavano gli ostelli delle “lingue” dell’Ordine: Provenza, Francia, Inghilterra, Aragona, Italia, Castiglia, Alvernia, Germania. Pochi metri più giù, l’ex Ospedale dei Cavalieri ospita il Museo Archeologico: merita tempo vero.

I Cavalieri di San Giovanni

L’Ordine prese Rodi nel 1309 e la governò per 213 anni come stato cavalleresco, costruendo mura, palazzo, ospedale, chiese e magazzini. L’isola stava sulla linea di contatto tra Occidente latino e Impero ottomano.

Il primo grande assedio ottomano (1480) fallì. Il secondo, nel 1522, guidato da Solimano il Magnifico, durò mesi: i Cavalieri si arresero e lasciarono Rodi; pochi anni dopo si stabilirono a Malta. Le mura di Rodi restano tra le testimonianze più leggibili di quell’architettura militare.

Lindos: acropoli sopra il villaggio

Lindos è a circa 50 km a sud della città di Rodi. Il villaggio bianco si stende ai piedi di una rupe di 116 metri, con l’Acropoli in cima: Tempio di Atena Lindia del IV secolo a.C., stoà ellenistica e fortificazioni dei Cavalieri.

D’estate salire a mezzogiorno è tosto, anche se il sito è aperto. Sotto la rupe c’è l’insenatura di Agios Pavlos, che la tradizione locale lega al passaggio dell’apostolo. Prima di partire verifica biglietti e orari.

Nel paese resistono case dei capitani del XVII secolo, molte oggi trasformate in negozi o bar. Gli asinelli per l’acropoli esistono ancora: gli scalini a piedi restano la scelta giusta — per te e per l’animale.

Kamiros, Filerimos e il Colosso

L’antica Kamiros, sulla costa ovest, era una delle tre città di Rodi: si riconoscono stoà, agorà, templi e tratti di abitazioni. Filerimos, sopra Ialyssos, mette insieme resti antichi, un monastero e una croce eretta in epoca italiana con vista ampia.

Il Colosso di Rodi fu completato intorno al 280 a.C.: statua bronzea di Helios alta circa 33 metri, tra le Sette Meraviglie del mondo antico. Cadde per un terremoto verso il 226 a.C. Sulla sorte dei resti esistono racconti tardi; oggi non c’è nulla di visibile.

L’immagine del Colosso a gambe divaricate sopra il porto è un mito recente e non regge dal punto di vista statico. La posizione esatta resta discussa.

Petaloudes, la Valle delle Farfalle

All’interno di Rodi, in estate la valle si riempie delle Jersey tiger moth. Passerelle in legno, acqua, ombra e piccoli salti d’acqua la rendono una sosta piacevole anche a prescindere dall’osservazione.

Qui il silenzio non è un vezzo: le farfalle si sfiancano se le costringi a volare. Niente rumori, niente “scatti” per farle alzare. Controlla periodo di apertura e biglietto prima di andare.

Spiagge: dove mettersi in acqua

Lindos e Pefki

Baie sabbiose sotto e vicino all’acropoli. Fondali bassi; in alta stagione molta gente.

Tsambika

Lunga spiaggia sabbiosa sulla costa est, con lettini e taverne. Comoda, non solitaria.

Anthony Quinn Bay

Piccola insenatura rocciosa, nota per “I cannoni di Navarone”. Bella per maschera; spazi limitati.

Prasonisi

All’estremo sud, mare su due lati. Spot affidabile per windsurf e kitesurf.

Faliraki

Grande spiaggia attrezzata e vita turistica intensa. Non è il posto per la quiete.

Stegna

Toni più bassi sulla costa est: sabbia, taverne e ritmo più locale.

Cosa assaggiare

I pitaroudia sono polpette di ceci con erbe aromatiche. La meliopita unisce miele e formaggio. La souma è una grappa locale da vinacce, cugina della raki. Nei vini si lavora soprattutto con Athiri e Mandilaria; CAIR è tra i nomi più presenti sull’isola.

Sui menu in riva al mare compaiono spesso i gamberetti di Symi e pesce della costa orientale. Nelle taverne più turistiche della Città Vecchia occhio ai prezzi; fuori dai passaggi centrali si mangia di solito meglio e con conti più onesti.

Muoversi

I bus coprono le tratte principali dalla città di Rodi verso Lindos, Kamiros, Faliraki e diverse spiagge, con gestori diversi a seconda della zona. Per le distanze più lunghe conviene controllare gli orari. Un’auto a noleggio aiuta per Petaloudes, Prasonisi e i villaggi, soprattutto se non vuoi vivere col cronometro.

La Città Vecchia è pedonale: l’auto resta fuori e le scarpe devono reggere il lastricato.

Arrivare da Atene

Da Ioulianou 50 all’aeroporto Eleftherios Venizelos: Linea 1 da Victoria a Monastiraki, poi Linea 3 per l’aeroporto. Calcola circa un’ora, a seconda dell’attesa. Il volo Atene–Rodi è breve e d’estate l’aeroporto di Rodi ha molte dirette europee.

Per la nave, la Linea 1 da Victoria porta dritto al Pireo. Il viaggio per Rodi è lungo e spesso notturno: una cabina cambia la qualità del tragitto. Da Rodi partono traghetti per Symi, Kos e Karpathos, secondo la stagione.

Quando conviene

Maggio, giugno, settembre e ottobre sono di solito i mesi più comodi: mare spesso adatto al bagno, caldo più umano e Città Vecchia senza gruppi per tutto il giorno.

Luglio e agosto portano caldo forte, prezzi alti e traffico. In inverno la Città Vecchia ha atmosfera e quiete, ma diversi servizi turistici chiudono.

Quanti giorni mettere in conto

In tre giorni ci stanno Città Vecchia, Lindos e una spiaggia. Con cinque aggiungi Kamiros, Petaloudes e una giornata a Symi. Con una settimana scendi a sud: Prasonisi, villaggi, coste più tranquille e ritorno alla Città Vecchia la mattina presto, prima degli arrivi delle crociere.

Fonti

— Kathy