In breve
15–17 novembre
Tre giorni di memoria al Politecnico. Il 17 le scuole non fanno lezione; negozi e servizi funzionano normalmente.
9 minuti
A piedi da Ioulianou 50 fino al cancello di via Patision, circa 700 metri.
14:30
L’ora in cui l’anno scorso è partito il corteo verso l’ambasciata degli Stati Uniti.
5 stazioni
Chiuse nel 2025 dalle 14:00: Omonia, Panepistimio, Syntagma, Evangelismos, Megaro Mousikis.
Cosa succede ogni giorno
Il programma cambia pochissimo da un anno all’altro. Gli orari qui sono quelli del 52° anniversario, nel 2025; quelli di quest’anno li annunciano il Politecnico e la polizia pochi giorni prima.
| Quando | Cosa succede |
|---|---|
| 15 novembre e 16 novembre, 09:00–20:00 | I cancelli di via Patision sono aperti. La gente passa davanti al memoriale e lascia garofani rossi; le scuole arrivano con gli insegnanti. Nel cortile si allestiscono mostre di foto e documenti. |
| 17 novembre, dalle 09:00 | Corone ufficiali: il Presidente della Repubblica, il presidente del Parlamento, partiti, sindaci, enti. Famiglie con bambini, canzoni dell’epoca dagli altoparlanti. |
| 13:00 | I cancelli chiudono. Dentro si svolge la cerimonia del Comitato per l’anniversario, senza pubblico. |
| Dalle 14:00 | Chiudono le stazioni centrali della metro e, gradualmente, le grandi strade del centro. |
| 14:30 | Il corteo parte dal Politecnico. In testa c’è la bandiera insanguinata della rivolta. |
| Verso le 16:30 | La testa del corteo arriva all’ambasciata degli Stati Uniti, in viale Vasilissis Sofias. Un minuto di silenzio, l’inno nazionale e lo scioglimento. |
Il percorso passa per via Panepistimiou, Syntagma e viale Vasilissis Sofias. L’anno scorso la bandiera ha fatto una breve sosta al Milite Ignoto ed è arrivata all’ambasciata alle 16:20. Gli spezzoni di studenti, sindacati e partiti seguono per ore.
La visita al Politecnico
Entri dal cancello principale di via Patision. A destra, sul prato del cortile, c’è il memoriale: una grande testa in bronzo dello scultore Memos Makris, intitolata «In onore delle vittime», e accanto proprio il cancello di ferro abbattuto dal carro armato nel 1973, piegato, così come lo trovarono quella mattina. È lì che la gente lascia i fiori. In tre giorni si riempie di garofani.
Foto: StrangeTraveler, C messier (CC BY-SA 4.0), GreatBernard (CC0), Wikimedia Commons.
L’edificio con le colonne sullo sfondo è l’Averof, costruito nell’Ottocento su progetto di Lysandros Kaftanzoglou. Dal balcone dei suoi propilei Nikos Xylouris cantò per la folla il 16 novembre 1973. Nei giorni dell’anniversario le sale sono chiuse; vedi il cortile e gli edifici da fuori.
Foto: Yair Haklai, Costis 66, Katerina Zisimopoulou (CC BY-SA 4.0), Neosmyrnian (CC BY-SA 3.0), cartolina (pubblico dominio), Wikimedia Commons.
Quando andare: la mattina del 15 o del 16. C’è meno gente, il cortile è tranquillo e puoi lasciare un fiore senza fretta. La mattina del 17 arrivano le corone ufficiali e la folla cresce fino alle 13:00.
Come arrivarci da Ioulianou 50
Il Politecnico è dalla nostra parte della città. Non ti serve la metro — meglio così, perché in questi giorni le stazioni vicine chiudono:
- Ioulianou 50 → Patision: cammina verso est lungo via Ioulianou, circa 330 metri, fino a via Patision.
- Patision → Politecnico: gira a destra e scendi per via Patision. Dopo circa 370 metri, alla tua sinistra, c’è il cancello principale, subito dopo il Museo Archeologico Nazionale.
In tutto circa 700 metri, 9 minuti. Da via Kodrigktonos in giù, in questi giorni via Patision è chiusa alle auto, quindi cammini tranquillo.
🌹 Da Ioulianou 50 al Politecnico
Circa 700 metri a piedi. Tocca il Politecnico per aprire il percorso in Google Maps.
Strade e stazioni della metro chiuse
La polizia stradale pubblica ogni anno le disposizioni pochi giorni prima. L’anno scorso sono state applicate in due fasi.
Da sabato alle 06:00 a martedì alle 06:00 (15–18 novembre 2025), intorno al Politecnico:
- Via Patision, da via Kodrigktonos a via Panepistimiou, in entrambe le direzioni — cioè da poco sotto Victoria fino a Omonia.
- Via Stournari, da piazza Exarchia a via 3is Septemvriou.
- Le stradine di Exarchia intorno alla piazza: Boumboulinas, Tzortz, Botasi, Solomou, Sp. Trikoupi e altre.
Il 17, da mezzogiorno alla fine del corteo, gradualmente:
- Panepistimiou, Stadiou, Akadimias per tutta la loro lunghezza.
- Vasilissis Sofias, Vasileos Georgiou, Amalias, Filellinon, intorno a Syntagma.
- Viale Alexandras per tutta la lunghezza, e tratti di Kifissias, Mesogeion e Pireos verso il centro.
In metro, dopo le 14:00 hanno chiuso le stazioni Omonia, Panepistimio, Syntagma, Evangelismos e Megaro Mousikis, riaperte quando la polizia lo ha permesso. I treni passano senza fermarsi. L’autobus X95 per l’aeroporto partiva dalla stazione Katechaki invece che da Syntagma.
Cosa significa per te: la stazione Victoria resta aperta e la linea 1 viaggia normalmente verso Kifissia e verso il Pireo. Se il pomeriggio del 17 parti per l’aeroporto, non contare su Syntagma: prendi la linea 1 fino a Monastiraki e da lì la linea 3 verso l’Aeroporto, e parti un’ora prima. Quel pomeriggio i taxi in centro si muovono molto lentamente.
Cosa accadde nel novembre 1973
Dal 21 aprile 1967 la Grecia viveva sotto una dittatura militare. Il 14 novembre 1973 gli studenti del Politecnico decisero di disertare le lezioni e rimasero nel complesso di via Patision. Presto arrivarono anche studenti di altre facoltà.
Il giorno dopo cominciò a trasmettere una radio improvvisata, costruita nei laboratori della scuola. Il suo messaggio, «Qui Politecnico!», si sentiva in tutta Atene. Il 16 novembre migliaia di persone si erano radunate fuori: studenti delle superiori, operai, contadini di Megara.
Alle 3 del mattino del 17 novembre un carro armato abbatté il cancello principale e l’esercito entrò. Nelle ore seguenti furono uccise persone dentro e fuori dal Politecnico, in tutta la città. La ricerca dello storico Leonidas Kallivretakis ha documentato 24 morti con nome e cognome. La dittatura cadde nel luglio 1974.
Foto: fotografo sconosciuto (1973), Yorgossinior, Pavlos1988 (CC BY-SA 4.0), Apaleutos25 (CC BY-SA 3.0), Wikimedia Commons.
Cosa è aperto il 17 novembre
Il 17 novembre non è una festa ufficiale. Le scuole non fanno lezione, ma gli studenti partecipano alle commemorazioni scolastiche. Le università sono chiuse. Banche, uffici pubblici, negozi, ristoranti e bar funzionano normalmente. L’Acropoli e i siti archeologici sono aperti con l’orario invernale.
Il Museo Archeologico Nazionale è nel lotto accanto, sullo stesso lato di via Patision. Nei giorni dell’anniversario la strada davanti è chiusa alle auto. Se vuoi visitarlo, vai la mattina del 15 o del 16 e controlla il giorno prima gli avvisi del museo. Di più sul percorso nella nostra guida al Museo Archeologico Nazionale.
La sera del 17: il corteo è in grandissima parte pacifico. Dopo la fine, nel tardo pomeriggio e la sera, ci sono spesso scontri con la polizia intorno a Exarchia e al Politecnico, con lacrimogeni che arrivano nelle vie vicine. Quella sera evita Exarchia, via Stournari e via Patision sotto Kodrigktonos. Victoria e il Pedion tou Areos di solito restano tranquilli.
Domande frequenti
Quando è l’anniversario del Politecnico nel 2026?
Il giorno principale è martedì 17 novembre 2026. I cancelli sono aperti al pubblico dal 15 novembre.
Posso entrare al Politecnico come visitatore?
Sì. Il 15 e il 16 novembre il cortile è aperto dalle 09:00 alle 20:00 e il 17 novembre fino alle 13:00 (orari 2025). L’ingresso è libero. Davanti al memoriale stai in silenzio; le foto sono permesse.
Quanto dista da Ioulianou 50?
Circa 700 metri, 9 minuti a piedi: via Ioulianou fino a via Patision e poi sempre dritto giù per Patision.
La metro funzionerà?
Sì, tranne le stazioni centrali che chiudono il pomeriggio del 17. L’anno scorso erano Omonia, Panepistimio, Syntagma, Evangelismos e Megaro Mousikis, dalle 14:00. Victoria è rimasta aperta.
È sicuro girare per il centro?
Di giorno sì. Il corteo è grande ma pacifico. La sera del 17 evita Exarchia e le strade intorno al Politecnico, dove spesso ci sono scontri.
Perché il corteo finisce all’ambasciata degli Stati Uniti?
I manifestanti ritengono che gli Stati Uniti abbiano sostenuto la dittatura del 1967–1974. L’ambasciata è il punto d’arrivo del corteo fin dai primi anni dopo la caduta della giunta.
— Kathy